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Il giornalismo secondo Anselmi Settembre 10, 2008

Archiviato in: futuro del giornalismo — sonomia @ 8:31 am
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 http://mediablog.corriere.it/2008/07/il_giornalismo_secondo_anselmi.html

In un intervista di Marco Pratellesi, il giornalista Giulio Anselmi ci parla del futuro del giornalismo e dell’informazione

 

riflessioni sul giornalismo oggi Aprile 3, 2008

 Il giornalismo viene considerato da sempre un “mestiere” che implica orgoglio nel lavoro, integrità nel rapporto con i lettori, riti di passaggio e molti anni di training per acquisire le abilità e le conoscenze necessarie. Oggi, però, sarebbe più lecito parlare di “professione”, infatti, coloro che aspirano a diventare giornalisti, poiché devono sottostare a regolamentazioni, standard e codici per ottenere un contratto regolare, hanno bisogno di un’istruzione universitaria o di altre qualifiche accreditate.

Nel 19° secolo, con la nascita dei mass media, la circolazione di massa dei giornali ha dato agli editori un grado di influenza politica che non avevano mai avuto prima, la carta stampata era divenuta una forza sociale che, ostacolata da corporazioni e governi, aveva saputo reagire nel nome del “diritto di tutti di sapere” inteso come libertà fondamentale in una democrazia e che, per combattere il cattivo giornalismo, aveva sviluppato delle rigorose tecniche per la raccolta, la selezione e la presentazione finale delle informazioni riassumibili in 4 punti fondamentali: imparzialità, oggettività, accuratezza e trasparenza. Tuttavia, quello che era nato per essere libero si è trasformato in una casta privilegiata a cui possono accedere solo alcuni fortunati e non sempre più meritevoli di altri. Oggi, però, questo edificio costruito con così tanta cura si sgretola sempre di più ogni qual volta i lettori/scrittori del web non sentono più il bisogno di essere membri di gruppi particolari per poter praticare il giornalismo. Così, in questo stesso istante, un numero imprecisato di persone in possesso di nessuna qualifica appropriata stanno “facendo giornalismo” senza il permesso di nessuno, infatti, i media digitali come i blog, i vlog e i wiki, i social network come MySpace, Facebook, LiveSpaces e i social bookmarking services come Del.icio.us, hanno consentito l’ingresso nel mondo dei media ai non professionisti. Ciò ha portato negli ultimi anni a una delle questioni più controverse nel campo giornalistico: Se a chiunque è consentito scrivere su qualsiasi argomento spacciandolo per vero, e se dunque il lavoro di selezione e verifica delle notizie è prerogativa del lettore, come potrà essere garantita la diffusione esclusiva di notizie attendibili?

I giornalisti, naturalmente, sminuiscono il mondo dei blog e dell’informazione “fatta in casa” considerandola inattendibile, di parte, soggettiva e irresponsabile. Questi giornalisti forse dimenticano, però, le origini della loro professione, che nacque all’incirca nel 1600 grazie all’operato per niente professionale di sceriffi, mercanti, viaggiatori, uomini di chiesa, direttori di uffici postali, o semplici cittadini.

La domanda fondamentale che ogni testata giornalistica e che pure il governo si dovrebbe porre è la seguente: Perché il cittadino sente il bisogno di accedere a una nuova fonte di informazione pur avendo a disposizione un numero notevole tra quotidiani, t.g. e radio giornali? La risposta è semplice ed è sulla bocca di tutti: La gente è afflitta da un senso di sfiducia verso tutto ciò che possa essere soggetto a condizionamenti politici ed economici, ed è stanca di pagare per avere notizie controllate e filtrate secondo canoni improbabili…insomma, lo stato di salute dei giornali riflette quello della politica, e i cittadini hanno saputo trovare nella rete e in particolare nei blog uno spazio da cui ottenere una vera informazione e in cui poter esprimere la propria opinione condividendola con gli altri bloggers.

L’obiettivo della mia tesi è quello di spiegare il funzionamento del blog cercando di analizzare soprattutto le motivazioni che spingono un utente a crearne o visitarne uno. Si percorreranno tutte le fasi più significative, partendo dalla sua creazione e arrivando al momento in cui il blog assume una propria personalità possedendo dei contenuti tali che lo rendano interessante ad altri bloggers e che quindi entri a pieno diritto nella cosi detta blogosfera, quella dimensione virtuale, cioè, dove i blog sono tutti interconnessi tra loro. Nell’ultima parte del mio lavoro farò un raffronto tra i mezzi di informazione classici, in particolare i quotidiani, e i nuovi media sviluppatosi dopo la nascita dell’informatica, soffermandomi soprattutto sull’argomento della tesi, cioè il blog. Cercherò di spiegare i motivi per i quali sempre più persone si rivolgono al web alla ricerca di Informazione, il perchè non si accontentino più di leggere le notizie sui quotidiani e il perché la blogosfera stia diventando ogni giorno di più il luogo prediletto degli internauti, siano essi semplici cittadini, professionisti, politici, o gli stessi giornalisti che tanto disapprovano questa forma di giornalismo partecipativo (o citizen journalism) per la quale non è necessaria nessuna qualifica o appartenenza a caste di sorta.